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Rieccomi su LuminosiGiorni

Foto: Ksushetta

Foto: Ksushetta

Nei giorni scorsi è partita la tanto sbandierata “rivoluzione” dei trasporti veneziani. L’ACTV ha presentato i cambiamenti con grande enfasi, prospettando decisi miglioramenti per noi utenti.

Ma in cosa consiste questa rivoluzione? Stringendo molto, nel cambio di numerazione delle linee di navigazione e in una diversa gestione degli accessi ad alcuni pontili. Novità forse positive, forse. Ma non certo rivoluzionarie.

Per quanto riguarda la navigazione non si ricorda a memoria d’uomo una vera novità che abbia portato un diverso approccio nei confronti dei bisogni dei cittadini. Anzi, una ci sarebbe anche stata, ma ha avuto vita breve. Intendo la nascita della linea 61/62 come collegamento veloce fra il Lido e piazzale Roma; idea intelligente ma rapidamente snaturata dall’aggiunta di fermate inizialmente non previste, ultima la pressoché inutilizzata Santo Spirito. Fermate che l’hanno resa più lenta del 51/52.

Quello della velocità degli spostamenti dovrebbe essere un punto fondamentale nelle politiche dell’ACTV, considerato il numero sempre maggiore di posti di lavoro che si spostano in terraferma.

L’altro grande problema che l’ACTV non si decide ad affrontare è quello della certezza della mobilità; l’articolo 16 della Costituzione recita che lo Stato garantisce che i cittadini possono «circolare liberamente in qualsiasi parte del territorio italiano», cosa che purtroppo i vaporetti non garantiscono, soprattutto nei confronti dei più deboli. Troppe volte si vedono disabili o bimbi in carrozzina restare a terra perché i vaporetti sono affollati all’inverosimile.

Per affrontare e risolvere questi due problemi non è sufficiente chiamare trasformare il 51 in 5.1 o il DM in 3. Si dovrebbe cancellare l’attuale pianificazione e ripensarla da zero, invece qui funziona la logica degli aggiustamenti all’esistente. Come si dice “stuco e pitura fa bea figura”; ma qui gli strati di stucco si stanno sommando da decenni e non riescono più a nascondere i problemi.

Le variazioni attuali sembrano più una mossa per far vedere che il cambiamento è in atto e che il riassetto in ambito societario sta dando i suoi frutti; ma per ora non sembrano frutti che portano benefici a noi cittadini.

Non c’è spazio per entrare nel merito di tutte le esigenze urgenti. Ma almeno una mi preme sottolinearla, visto che in questi giorni è un argomento molto caldo. È fondamentale, e non rinviabile, mettere mano ai collegamenti sia per l’ospedale all’Angelo sia per il Civile ci sono enormi problemi di raggiungibilità, e qui si ostacola anche il diritto alla Sanità.

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Altro articoletto per Luminosi Giorni.

Puntuale come l’actv, arriva anche quest’anno la notizia che il Comune intende privatizzare il Casinò; da anni sembra che sia una opzione considerata favorevolmente da tutte le parti politiche.

Ne avevo già scritto un paio di anni fa quando lo proponeva Cacciari e la cosa era stata ventilata in campagna elettorale sia da Brunetta, anche se in una forma alquanto bizzarra; sia, a denti stretti, dallo stesso Orsoni che aveva parlato a più riprese di ridurre il numero di società gestite in prima persona dal Comune pur senza citare direttamente il casinò. Leggi il seguito di questo post »

foto ::©::

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Ho iniziato a scrivere per una nuova rivvista online: Luminosi Giorni (che poi, cosa ci vedano di luminoso…). Se imparo a rispettare le scadenze per tutte le mie collaborazioni, giuro che pubblico un e-book!

Prima di iniziare qualsiasi ragionamento di natura economica sul Comune o le aziende municipalizzate sono convinto sia necessario fare chiarezza su un punto che sfugge a molti.

Una cosa che si coglie discutendo allo spritz con gli amici, origliando le ciacole in battello, leggendo gli interventi dei politici locali sul Gazzettino.

Pare sia ignoto l’ordine di grandezza cui si fa riferimento. Ci si indigna per consulenze da diecimila euro; si invocano risparmi sui costi per centomila; si propongono nuove entrate per un milione. Tutto con un tono che fa trasparire che uno solo di questi intervento potrebbe essere risolutivo per le sorti di Venezia. Leggi il seguito di questo post »

dopo anni di balletti vendo non vendo, privatizzo ma forse è meglio chiudere, variamo una nuova flotta che sbaragli la concorrenza.

e dopo anni di servizio che definire pessimo è un complimento, finalmente si è arrivati alla conclusione della vicenda “tirrenia statale”. a giorni lo stato si libererà di quelle carrette dei mari; i marinai non si godranno più la brezza sul ponte a spese dei contribuenti; e magari noi poveri vacanzieri potremo affrontare il rischio di entrare nel ristorante di bordo.

si, magari. Leggi il seguito di questo post »

foto: Magico Venezia

Non sono un grande appassionato di calcio. Confesso che mi stavo godendo questo periodo in cui ci sono solo tornei parrocchiali estivi di cui non parla nessuno. Non sto a dirvi di quali e quanti siano i mali del calcio, di come sia lo specchio di un Paese alla frutta. Ce ne sono tanti che lo fanno meglio di me.

Però in questi giorni ci sarà un piccolo avvenimento che mi fa sperare in una inversione di tendenza. Almeno per quanto riguarda il calcio veneziano, ma si tratta di una cosa che interessa molte altre piazze calcistiche. Nascerà mercoledì Venezia United, la prima Public Company del calcio italiano. Almeno credo sia la prima. Leggi il seguito di questo post »

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La barca estinta