foto: Magico Venezia

Non sono un grande appassionato di calcio. Confesso che mi stavo godendo questo periodo in cui ci sono solo tornei parrocchiali estivi di cui non parla nessuno. Non sto a dirvi di quali e quanti siano i mali del calcio, di come sia lo specchio di un Paese alla frutta. Ce ne sono tanti che lo fanno meglio di me.

Però in questi giorni ci sarà un piccolo avvenimento che mi fa sperare in una inversione di tendenza. Almeno per quanto riguarda il calcio veneziano, ma si tratta di una cosa che interessa molte altre piazze calcistiche. Nascerà mercoledì Venezia United, la prima Public Company del calcio italiano. Almeno credo sia la prima.

Oggi si ricalca il sistema di governance di tante società calcistiche (e sportive in genere) anglosassoni, o del Barcellona. Domani si spera di ripeterne anche i risultati sportivi.

Venezia United dichiara come proprio obiettivo la raccolta di 300 mila euro, considerati il minimo per diventare socio del club (FBC Unione Venezia). Come pensano di raccoglierli?

Si parte dal piccolo, per diventare soci bastano 10 euro, così si punta ad avere un minimo di 3mila iscritti. Poi questi potranno dare contributi volontari; anche qui non si punta a cifre enormi, si va dai 50 euro per i privati ai 500 per le aziende. Oltre ai contributi dei soci si punterà su altre iniziative, come lotterie o spettacoli e la vendita di gadget e merchandising.

L’azionariato popolare si spera che porti a una gestione del club calcistico più attenta ai bisogni della “comunità” e che veda il prevalere del tifo responsabile rispetto al sistema ultrà che impera in Italia. Ai cittadini interessano sì i risultati sportivi, ma sono sicuramente più attenti alla possibilità di partecipare con le famiglie alle partite e ad avere un buon settore giovanile.

Per gli interessati l’appuntamento è per mercoledì 30 giugno al Palaplip di Carpenedo alle 20.30.

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