Da quando, a ottobre, è stata approvata la legge regionale sul cinema, si è timidamente aperto il dibattito in città sulle possibilità che si aprono per Marghera.

Una parte della legge prende esempio dal modello friulano, in cui si incentivano economicamente le produzioni a girare in zona, e destina dei fondi per le case di produzione che decideranno di venire a girare i loro film in Veneto. In questo modo si punta ad ottenere un ritorno economico sia in maniera diretta, attirando produzioni che assumano maestranze locali, sia indirettamente con l’ospitalità delle troupe e l’indotto creato. Effetti a cui si deve aggiungere la promozione gratuita del territorio, che non è cosa da disdegnare.

La parte più interessante è, però, quella che stanzia oltre due milioni di euro, in tre anni, per l’operazione “cittadella del cinema”; questa imita il modello piemontese che è riuscito, investendo denaro pubblico, a creare grandi studios e società di servizi cinematografici contribuendo così al rilancio dell’economia a Torino.

Marghera ha le potenzialità per essere la collocazione ideale di un centro di produzione per un motivo molto semplice: è direttamente accessibile sia su acqua sia su gomma, e la possibilità di spostarsi rapidamente fra le location naturali del Veneto, le rinomate ambientazioni Veneziane e degli studi attrezzati è un punto di forza da valorizzare al meglio.
Nella cittadella, si può prevedere che verranno realizzati set cinematografici che riproducano ambientazioni veneziane, ma anche completamente diverse, e questi spazi potranno avere una attrattiva di tipo turistico se verrà concessa la possibilità di visitarli; potrebbe nascere un parco tematico sulla falsariga di Movieland, costruito appositamente all’interno del Canevaworld a Lazise.

Come si vede le opportunità che si presentano sono numerose, ma prima di poterle cogliere si dovranno prendere molte decisioni. Oggi ci sono progetti nel campo dell’audiovisivo sia per il Vega 3, di proprietà privata, sia per il Vega 2, come è in discussione il probabile trasferimento della sede RAI proprio a Marghera. E’ importante che tutte questi progetti venagano armonizzati fra loro. Le sinergie che si possono creare permetterebbero di creare un polo per il cinema e l’audiovisivo di rilevanza assoluta, e che grazie alla fama cinematografica di Venezia potranno avere rilevanza internazionale.

La mia speranza è che il Comune di Venezia si renda protagonista attivo già nel processo decisionale, aprendo un tavolo di lavoro che coinvolga tutti i soggetti coinvolti, compresa la Biennale Cinema, senza dimenticare gli imprenditori del settore che qui in città non mancano.

nota: questo articolo era stato scritto per il Gazzettino a novembre 2009 e poi dimenticato…

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