lunedì sono uscite le solite dichiarazione che il (futuro) sindaco fa nel week end.

sulla nuova: Casinò. Lei è d’accordo con la privatizzazione?
«Occorre un’azione moralizzatrice. Lì girano troppi soldi, troppo potere. Ci dà risorse preziose, ma deve essere tolto alla gestione pubblica. Farò un blind trust, della gestione non può essere responsabiale il sindaco. Altra novità che intendo introdurre, la due diligence sul bilancio comunale. Affideremo l’analisi dei conti alla più grande società d’Europa e vedremo cosa ne esce».
e in spirito bipartisan pure sul gazzettino: «Da sindaco cambierò la dirigenza del casinò e darò mandato ad una società esterna di verificarne i risultati». Una bordata in piena regola alla gestione del Casinò che, ha aggiunto, sarà privatizzato così come tutte le altre ex municipalizzate, a cominciare da Veritas.
c’è un po’ di confusione fra privatizzazione e blind trust, ma per fortuna arriva il chiarimento: Renato Brunetta confida che, una volta sindaco, rivoluzionerà Casinò ed ex municipalizzate. Per il primo, il ministro Brunetta ha le idee chiare: dar vita a un “blind trust”, un particolare istituto che separa nettamente due enti al fine di evitare eventuali conflitti d’interesse, garantendo al contempo la massima autonomia amministrativa. Un modello lontano da quello che oggi lega Ca’ Farsetti e la Casa da gioco veneziana, ma comunque nel solco della continuità con quanto annunciato tempo fa dal sindaco Cacciari: scorporare il Casinò in due società distinte, una a carattere privato e l’altra saldamente pubblica.
ok, ci siamo capiti. vuole fare un blind trust. sicuramente per il casinò, ma immagino per un po’ tutte le società controllate dal Comune.
però io sono ancora confuso. chissà cosa ha in mente?
vero che in italia si usa parecchio il blind trust all’amatriciana, e pure che solitamente lo si promette solo. ma in questo caso comporterebbe?
cerco di capire.
in caso di trust (semplice, non blind) il “proprietario” trasferisce per un determinato periodo i propri “beni” in una “scatola” chiamata trust, appunto, che è amministrata in propria vece da una persona chiamata trustee. nel nostro caso il comune trasferirebbe il casinò e quant’altro per la durata del proprio mandato.
che il trustee sia una persona, o una società esterna, o un gruppo di persone non cambia il merito.
il blind trust, ovvero cieco (in mezzo nella foto), prevede una cosa in più. una volta conferiti i beni al trust, il titolare non deve più venir messo a conoscenza di come vengono amministrati; il trustee deve avere il diritto di fare qualsiasi operazione ritenga utile sul patrimonio, anche vendere il casinò per investire il ricavato in derivati o vini da invecchiamento. avrebbe senso per il comune cedere il diritto di alienare un proprio bene vitale ad un soggetto esterno? per quanto questo esterno possa essere competente non ritengo sia un potere di cui il consiglio comunale, e la giunta, possa privarsi a cuor leggero. e anche se lo si facesse sarebbe più che scontato che il casinò non verrebbe venduto.
si saprebbe che il blind trust contiene il casinò, quindi non sarebbe cieco per niente, ad essere generosi miope.
infatti, il blind trust, è la classica misura per affrontare il conflitto di interessi. ma in questo caso non c’è nessun conflitto. l’interesse del sindaco è quello di tutta la città, ovvero che il casinò sia ben gestito e il più redditizio possibile; e il sindaco non ha nessun interesse personale dalla gestione delle municipalizzate, in teoria eh.
però visto che non viviamo nel mondo dei puffi, sappiamo bene che gli interessi che possono confliggere ci sono.
mi pare evidente che, per il casinò, ci siano almeno quattro possibili fonti di problemi; tanto per ridurre il campo delle ipotesi. penso a nomine del CdA, selezione del personale e in particolare dei dirigenti, sponsorizzazioni e gestione di appalti ed incarichi.
in tutti questi casi c’è un evidente pericolo che vengano effettuate scelte per interesse politico o, peggio, personale.
un trust miope risolverebbe il problema?
non direi proprio. se il trustee viene nominato direttamente dal sindaco è a lui, e alla sua cerchia, che deve rispondere. quindi non diminuisce le possibili interferenze da parte della politica.
è una non soluzione, come lo era la finta privatizzazione di cacciari, dare il 40% a dei privati non elimina i rischi propri della gestione del casinò.
io, modestamente, vedo solo due strade percorribili. o dare in gestione la S.p.A. a una società esterna (visto che una vera privatizzazione non è più possibile) oppure iniziare a praticare quello che dovrebbe essere la più scontata delle cose, la buona gestione.
il sindaco deve prendersi la responsabilità di nominare il consiglio di amministrazione, e di farlo senza seguire logiche partitiche come troppo spesso è avvenuto in passato. e a questi nominati deve dare un preciso mandato, gestire la società nell’interesse dei cittadini e non dei partiti, seguendo come numi ispiratori la meritocrazia e la trasparenza.
semplice no?
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