mentre tutti i politici si riempiono la bocca di sostenibilità e green economy, assisto impotente all’ennesimo esempio di quanto i fatti siano in contrasto dalle parole.

il cosiddetto quadrante di tessera è un’operazione che parte da lontano, già nel 2000 era stata fatta una convenzione tra comune e marco polo srl per il nuovo stadio e infrastrutture di servizio; nell’ottobre 2004 con una variante parziale al PRG di terraferma erano state previste “la modifica della localizzazione del nuovo stadio per il gioco del calcio di Venezia e l’insediamento della nuova sede di terraferma del casinò e del centro polifunzionale ad essa connesso” collegate ad “un progetto di sviluppo urbanistico incentrato sulla realizzazione delle strutture del casinò e del nuovo stadio”, per un totale di 600 mila metri cubi di nuova edificazione.

ma non era abbastanza.

nel luglio 2008 marco polo srl, save aeroporto di venezia con la sua agricola ca’ bolzan srl. presentano, direttamente in regione, un progetto alternativo di variante, redatto da loro tecnici, che raddoppia (o forse più, visto che i metri cuni pare vadano da 1,2 a 2 milioni) la possibilità costruire su quelle che erano ancora aree a destinazione agricola.

progetto definito dalla regione stessa come “un’osservazione tardiva e irrituale”, visto che avrebbe dovuto essere presentato subito dopo l’approvazione della variante del 2004, e al comune di venezia.

la Regione, intanto, aveva aspettato e solo dopo cinque anni approva la prima variante del 2004 e la rispedisce a venezia insieme al progetto di “variante della variante”. il consiglio comunale la approva, il 3 novembre 2009, con 28 favorevoli, 3 contrari, 1 astenuto registrando un tipico, ma anomalo, caso di voto bipartisan.

non è un mistero che Galan e il PDL in questa “battaglia” siano a fianco di Cacciari, e questo fa sorgere dei dubbi anche sui reali obiettivi della candidatura olimpica lanciata dalla strana coppia. se venezia 2020 verrà scelta come progetto italiano si saprà solo in aprile, lasciando giusto il tempo di giocarsi la carta in campagna elettorale e di usare la candidatura come motivazione forte per far apparire urgente la variante su tessera.

questa nuova variante non è accolta bene in città e si forma un largo fronte di contrari molto agguerriti.  si muovono in molti e in modi diversi: è stata avviata una campagna di raccolta firme contro l’operazione del quadrante promossa da sinistra e libertà,

una grande città si dice pronta a ricorre al tar; si schierano Lipu e Vas, Verdi e Rifondazione,  Pdci e Lega, piccoli commercianti di Mestre e albergatori di Venezia, associazioni di categoria del mondo agricolo e associazioni di cittadini come 40xvenezia e venessia.com. fatto più unico che raro vedere tanti soggetti normalmente in contrasto fra loro unirsi su un unico fronte.

il 4 gennaio scade il termine per presentare osservazioni alla variante, e ne arrivano addirittura 60.

Ma Cacciari è stato irremovibile; entro il  15 gennaio il consiglio comunale dovrà rigettare le osservazioni e dare il via libero definitivo al quadrante. la cosa curiosa è che è sicuro che le osservazioni siano rigettabili già prima di conoscerne i contenuti, malgrado le sette presentate dai 40xVenezia entrino efficacemente sulle procedure adottate, prefigurando quindi scenari preoccupanti nel caso non ricevano risposte convincenti.

come se non bastasse, con la sua proverbiale capacità di ascolto, Cacciari ha anche consigliato a chi è contrario al progetto di prendersi un maalox.

questi sono i fatti e io ne do una lettura assolutamente negativa, ma sono pronto a ricredermi se qualcuno riuscirà a convincermi che dirigere su tessera una tale mole di investimenti ed attività economiche non va a cozzare con il rilancio della città d’acqua o il recupero di marghera, che non è una speculazione immobiliare ma un esempio di sviluppo sostenibile…

voglio anche aggiungere una considerazione politica; ho già detto del contrasto fra i fatti e le dichiarazioni su sostenibilità e green economy dei nostri politici; ma c’è un altro punto che emerge chiaramente, il contrasto, forse ancora maggiore, fra la voglia di partecipazione della città, quindi degli elettori, e l’operato di giunta e consiglio.

sono convinto che chi, fra i sostenitori dell’operazione quadrante fa della partecipazione un proprio credo, abbia una grande carta da giocarsi per dimostrarlo con i fatti; farsi promotore del rinvio dell’approvazione definitiva al dopo elezioni, approfittando della campagna elettorale per aprire un ampio dibattito in città. la regione ci ha messo 5 anni per dare il proprio parere, non possono essere tre mesi in più, a questo punto, a fare la differenza; e su questo punto sono convinto ci si possano giocare le elezioni.

purtroppo l’11 gennaio, il consiglio comunale ha respinto anche un’ipotesi di questo tipo presentata, come mozione, da 5 consiglieri.

ma la parola definitiva la si dirà il 15 gennaio.

per approfondire:

eddyburg

terra

40xvenezia

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