Qualche giorno fa avevo fatto una riflessione sul lato PD, oggi per par condicio tocca alla destra.

Se il PD piange (link) di sicuro il PDL non ride più di tanto.

In teoria a marzo ci sarà la grandissima possibilità, per il centrodestra, di arrivare per la prima volta al governo di Venezia. Un obiettivo altamente simbolico per la coalizione che da “sempre” è alla guida del Veneto, ma che non è mai riuscita a sfondare nel capoluogo di regione.

I presupposti ci sarebbero tutti; innanzitutto un forte malcontento popolare verso cacciari e la sua giunta che di sicuro non ha amministrato nel migliore dei modi. Cito gli esempi più clamorosi di questi ultimi tempi, dal ponte di Calatrava ai lavori per il tram ancora in corso a pochi mesi dale elezioni; ma con errori e criticità si potrebbe compilare una lunga lista.

Aggiungiamo la consueta indecisione che ha il PD quando deve affrontare le primarie, e tre candidati che di sicuro non brillano per popolarità. Il quadro farebbe pensare al bis delle elezioni provinciali del 2009, vinte dalla candidata leghista Zaccariotto.

Un problema per il PDL è indubbiamente l’attendismo nella nomina del candidato; a 4 mesi dalle elezioni la decisione è ancora lontana, vero che anche per la provincia ci si arrivò all’ultimo momento ma in quel caso il centrosinistra decise (con la consueta strategia del Lemming) di non fare le primarie, invece ora sta monopolizzando i quotidiani e il dibattito cittadino.

Si può pensare tutto il male possibile delle primarie (e quando sono improvvisate, come queste, lo faccio pure) ma bisogna ammettere che a livello promozinale funzionano egregiamente. E servono anche a parlare di programmi e contenuti, cosa che in casa PDL si evita accuratemente di fare.

La rosa dei candidati è molto ristretta. Brunetta dichiara di essere un soldato del PDL  in attesa degli ordini di Roma, e anche che continuerà a fare il Ministro, e questo è un limite che potrebbe pesare molto nell’urna. La prospettiva di avere un sindaco a mezzo servizio non fa fare salti di gioia a nessuno, oltretutto personalmente sono preoccupato che Brunetta veda la sua possibilità di elezione più come una rivalsa personale e passi, se eletto, il tempo a togliersi sassolini dalle scarpe.
Possibili altri candidati di cui si mormora sono Alessandro Danesin e Renato Chisso; il primo non ha di sicuro la popolarità adatta e il secondo per ora gioca di rimessa, anche se non perde occasioni per fare dichiarazioni trionfalistiche su Mestre Capitale, e di sicuro potrebbe sfruttare la capacità di essersi preso tutti i meriti sulla costruzione del passante.
Proprio Chisso è quello che mi ispira più fiducia; giovane, capace di portare in fondo i progetti e molto deciso. ma in lui vedo anche un grande limite. penso che farebbe il sindaco di Venezia per salire un gradino nella carriera politica, e non per un vero amore verso la città, e poi mi pare troppo sbilanciato su Mestre. speriamo bene…

Comunque per il centrodestra il problema più grosso è un altro. Cosa succederà adesso che Galan è stato gentilmente silurato  oltretutto con decisione presa a Roma esclusivamente per equilibri nazionali.

Il quasi ex Governatore accetterà di farsi da parte in silenzio o si prefigurano scenari apocalittici?

Credo che qui si giochi una grossa fetta della partita Venezia, se PDL e Lega non arrivano a una frattura o Galan non si smarca dall’alleanza per correre da solo prevedo una reale possibilità di conquista di Venezia.

Nella logica dell’alternanza non mi appare di sicuro un dramma, anzi potrebbe dare una ventata di novità in città, ma dipenderà molto da come e con chi arriveranno alle elezioni.

Annunci