Idee sul turismo

dal blog de iMille

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Due notizie recenti per introdurre un tema molto complesso:

“Valencia, di nuovo. La città spagnola è stata riconfermata sede della America’s Cup, per la 33esima edizione del trofeo più prestigioso di vela.” – corriere.it
“La Frankfurte Allgemeine Zeitung riporta i dati del congresso di Confindustria con un grande articolo intitolato, in italiano, «Arrivederci Italia» … L’Italia «sta diventando sempre meno attraente per i turisti» – ansa.it

Notizie di questo tenore se ne leggono spesso; il segnale è molto chiaro. L’Italia sta perdendo colpi sul piano del turismo internazionale. Oggi è soltanto la quinta meta turistica per gradimento a livello internazionale, e con un tasso di crescita inferiore non solo rispetto a Francia, Spagna e Grecia ma anche ad outsider come Croazia e Austria. La cosa preoccupante è che l’Italia viene indicata dai turisti come la méta dei sogni, ma questa desiderabilità non si trasforma in altrettanti soggiorni. Malgrado questo l’industria turistica produce il 14% del PIL in Italia ed ha un effetto moltiplicatore nell’indotto, superiore a quello di molti altri settori produttivi; a livello locale è, o potrebbe essere, una risorsa per avviare percorsi di sviluppo e di crescita non solo economica ma anche sociale. Però spesso il turismo è vissuto come un problema dalle città italiane; non come quella immensa opportunità che le più moderne città europee hanno saputo sfruttare per rinnovarsi profondamente, integrando, in modo innovativo e moderno, esigenze del turista e del cittadino.

Mi permetto di mettere in luce alcuni punti, a mio giudizio, fondamentali su cui si dovrebbe intervenire in modo che il turismo diventi pienamente quella risorsa per la crescita del paese che potenzialmente è.

Strategia

Puntare ad uno sviluppo sostenibile che migliori l’offerta più in chiave qualitativa che quantitativa. Uno dei problemi da risolvere è l’addensamento dei flussi turistici su particolari zone geografiche e periodi temporali. Si deve cercare di valorizzare tutto il territorio e distribuire gli eventi nel corso dell’anno e sul territorio. L’offerta culturale in senso ampio rappresenta il motore dell’industria turistica, con l’effetto non secondario di distribuire temporalmente le presenze. L’Italia ha il maggior numero, ben 42, di siti patrimonio dell’umanità secondo l’Unesco. Però gli uffizi fanno il ponte il Primo Maggio, e i musei pubblici sono spesso ancorati a canoni di fruizione vecchi di decenni. Turismo culturale innanzitutto, ma non solo, sulle coste di Spagna e Portogallo sono stati realizzati negli ultimi anni decine di percorsi da golf, e numerosi porti turistici, qui si parla solo di tassa del lusso sugli yacht e di danni ambientali creati dall’irrigazione dei green.

Coordinamento

La politica del turismo non può essere delegata totalmente alle Regioni o agli Enti locali che agiscono in modo non coordinato e proliferano a dismisura. In particolare la promozione deve essere di maggiore respiro e puntare su un’azione comune per promuovere un messaggio comune, evidenziando i punti di forza consolidati, come arte e natura, e mettendo in luce l’infinita varietà dell’offerta. Possibilmente evitando di ripetere il disastro dei 45 milioni di euro di italia.it.

Infrastrutture

Gli spostamenti in Italia sono al collasso, va ripensato completamente il sistema per le lunghe percorrenze. Quindi ammodernamento di autostrade e ferrovie, ma soprattutto potenziamento del sistema aeroportuale, di cui il turismo moderno ha estremo bisogno, soprattutto se accessibili alle compagnie low cost. Ancora più critica è la situazione dei mezzi di trasporto di massa per la connessioni urbane. Spesso si impiega più tempo dall’aeroporto al centro città che non in volo. Ad esempio le metropolitane sono assolutamente insufficienti, i mezzi alternativi inesistenti, il servizio taxi deficitario rispetto all’estero.

Competitività

Il turismo “buono”, di chi prenota un albergo per più notti, conta una percentuale altissima di turn over, chi è stato in Italia tende a non ritornare più. Pare che l’Italia vada vista almeno una volta nelle vita, ma non “almeno due volte”… un chiaro segnale che il soggiorno qui è carente dal punto di vista sia dei servizi che del rapporto qualità/prezzo.
Aumento della qualità dell’offerta e della competitività rispetto all’estero dal punto di vista dei prezzi; problema comune a molti settori in Italia, i possibili interventi mirati sono su costo del lavoro e fiscalità, e favorirebbero anche l’emersione del sommerso che in questo settore non è trascurabile.
L’intervento sulla sulla mentalità degli operatori è più complesso.

Nota: il discorso sul turismo andrebbe legato ai temi della fruizione artistica e della produzione culturale.
Nota 2: con Veltroni si sfonda una porta aperta su tutti questi temi, però ricordiamoci della conclusione della trattativa con i tassisti romani.

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